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| SCRITTI SUL TEMA DEL SACRO |
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… Siamo arrivati a
identificare… le peculiarità dell'opera di Collina: la pittura dipinta;
la trasmutazione; lo sguardo esterno (non perché distaccato ma perché
strutturante), la ricerca della materia del colore, non del colore della
materia. Tutto ciò risulta elevato a esplicita consapevolezza formale
nell'ultima stagione tematica dell'artista che prende, grosso modo, dal
1991 a oggi: la stagione del tema "sacro", o - espressione più congeniale
dell'autore - "sacrale". Era dalla prima metà degli Anni Ottanta… che
il lavoro di Collina non si condensava… sul corpo. Corpi di Martiri, angeli,
demoni, una sacra rappresentazione di polvere, carta di giornale e colla
dipinta con pennellata corposa e sicura, negli inediti toni del verde,
del rosso, dell'azzurro più trasparente. Corpi fluttuanti, il più delle
volte fuori scala (si tratta talora di tele smisurate); corpi "sgradevoli",
come impasti e concrezioni luteomorfiche, quasi ad ammonire, agostinianamente,
che la deformitas è Dei-formitas e che proprio dal fango principiò la
Creazione.
… Le composizioni
di Collina riflettono questo senso di instabilità e di sdoppiamento. Le
sue figure inciampano, a volte combattono con la loro ombra una misteriosa
lotta con l'angelo, sembrano soffrire di capogiro, di nausea, passano
da un azzurro angelico a un rosso demonico come per effetto di improvvisa
alterazione della psiche. Sono oggi le più vicine alle figure inquietanti
di Bacon.
… Così accade che
accanto alla figura baleni d'improvviso la sua ombra, ed essa sia un'altra
presenza, non meno reale, più inquietante forse, per l'ambiguità che essa
desta… E' il caso degli angeli, presenze tra psichiche e "reali", non
eccentriche del resto a quel prospettare oggetti e figure in un impasto
solo apparentemente realistico, perché non privo di una forte vita immaginaria,
quella vita che nasconde nel dilatarsi abnorme della forma il presagio
dell'immanenza del fantasma. Qui, negli angeli, il fantasma si è fatto
carne, tenta una sua non effimera presenza, ambigua di doppiezze nello
slancio d'una caduta o d'un abbraccio, forte come può esserlo un'interiorizzata
figura d'esperienza.
… Si ha l'impressione
che la scelta del tema sacro, dominante nella produzione pittorica di
Collina negli anni più recenti, non modifichi la sua fondamentale ricerca
linguistica ed espressiva, che procede per nuclei tematici dove il soggetto
appare essenzialmente come un pretesto per dipingere. Proprio il gusto
della pittura, in fondo, è quello che conta, per esempio, nel Corpo deposto:
una figura tragica nella sua materiale matericità… … per un pittore è
la pittura il principale dato di realtà: la propria e quella degli altri;
e ancora, la pittura e la sua percezione. Nascono da incontri del genere
quadri come Le mani offerenti, che rivisitano e raccontano con tutt'altra
intonazione la mani di un'Annunciazione di Lorenzo Lotto, oppure l'Angelo
in abito rosso, sviluppo di un'idea figurativa suscitata dall'incontro
con un dipinto di Giotto guardato in una riproduzione di bassa qualità,
in ogni caso più che sufficiente per far scattare l'immaginazione e il
desiderio di darle forma.
… Questo approdo all'arte
sacra è anche un modo, io credo, per oggettivare il proprio discorso artistico,
per interrompere il filo diretto con la propria autobiografia pittorica
e presentare quindi delle opere d'arte che, spogliate di ogni riferimento
contingente, ci appaiono come le antiche pale d'altare apparivano al pubblico
del '400 e del '5oo. Anche se a ben vedere i paesaggi lariani sono sempre
rintracciabili in quelle figure vaganti tra i neri e i grigi dei suoi
sfondi…
… Ma il terreno sul
quale si muove certamente è quello di una condizione del sacro del tutto
riscoperta entro la dimensione dell'umano, esattamente anzi entro la dimensione
esistenziale. Con la quale si è trovato a fare i conti da sempre e in
particolare già da metà degli anni Settanta, in quel suo espressionismo
violentemente figurativo nel quale è venuto allora esprimendo un'attenzione
più raccolta su figure in interni suggeriti in una sorta di spiazzante
precipitazione prospettica, in un disegno cromatico filamentoso e insinuante.
… Il tema del sacro
appare dunque come la complessa tessitura di una visione del mondo, vitale,
ma non piegata alle illusioni, disponibile, ma disincantata, consapevole
del tragico e del dolore, come parte integrante del nostro essere uomini;
il tema del sacro è uno schema di riferimenti e di emozioni, ricostruito
attorno ad uno dei nodi essenziali della storia universale. Sarebbe tuttavia
miope non considerare e ampliare contemporaneamente, la vicenda evocativa
del dramma a quella della pittura; già lo notava alcuni anni fa Antonello
Negri, uno dei primi interpreti delle immagini che formano il ciclo che
qui si presenta: si direbbe che il tema del sacro "non modifichi la fondamentale
ricerca linguistica ed espressiva, che procede per nuclei tematici dove
il soggetto appare essenzialmente come un pretesto per dipingere".
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